giovedì, 02 luglio 2009

Ho sempre pensato che prendere e partire solo per sfuggire ai propri dolori fosse completamente inutile. I dolori e le sofferenze ti si incollano addosso, entrano nelle valigie, e appena cambiata casa te li ritrovi comodamente sdraiati sul letto nuovo, che ti fanno ciaociao con la manina.
Oggi invece, me ne vorrei andare, perché costretta: l'Italia attualmente non è più il mio paese. Un decreto legge come quello emanato oggi non può esistere nel paese in cui voglio vivere. Siamo tutti troppo rincoglioniti dalle belle storielle in tv per accorgerci che stiamo lentamente ritornando ad un regime autoritario. Bravi, continuate a votare chi vi rimpinza di reality e fiction, chi vi addormenta le coscienze.
Dall'epoca del nazismo in Germania, non era più successo che l'essere clandestino fosse considerato un REATO... questa condizione non esiste in nessun paese europeo, eccetto quello italiano, da oggi. I clandestini non possono essere curati, non possono avere un lavoro, e chi tenta di aiutarli rischia fino a quindici anni di carcere. E questo per la sicurezza, certo, perché i crimini e gli stupri li commettono solo i romeni e i bulgari, gli italiani sono tutti santi. Per non parlare poi del fatto che i clandestini, in quanto ricercati, non possono più entrare negli ospedali, non possono ricevere cure, e stanno diffondendo la lebbra (la lebbra!!!) al nord Italia!!! Moriranno innocenti come ai tempi dei Promessi Sposi, e questo perché? Perché i clandestini infrangono la legge, e devono morire tutti!!!
Voglio proprio vedere poi chi li pulisce i culi degli anziani, chi pulisce le vostre belle ville, chi va a mungere le mucche e a zappare la terra.

Ho pianto, oggi.

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categoria:people have the power, love as if you were a child
mercoledì, 01 luglio 2009

...the less I do.
E viceversa, per fortuna.

postato da: alidilana alle ore 00:34 | Link | commenti
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martedì, 09 giugno 2009

Finalmente un po' di ossigeno! Un po' di sana, imperfetta e unica musica live tutta da vivere, cantare, regalare... tutta per me. Il soundcheck era perfetto, ed è stato un momento sublime: si sentiva da dio, e mentre provavamo Rainbow mi sono commossa, sono arrivati i ricordi come un'onda che si posa sulla spiaggia nel momento della nota alta, e che poi si ritira lentamente, con dolcezza e tepore.
Ho pensato "ci sono, la mia voce stasera c'è, sono la frontwoman della situazione, gli altri fanno affidamento su di me e il pubblico mi guarda perchè sono la cantante e perché sono al centro... fantastico! Andiamo a fumare".
Si fa sera, arriva la gente, arrivano i miei amici, conosco gli amici e i parenti degli altri, elargisco sorrisi e già sento che questa serata non la scorderò, c'è qualcosa di nuovo oggi nell'aria... anzi, di antico.
Prima di salire sul palco, faccio una passeggiata nello splendido quartiere del locale: sì, è quasi estate, lo dicono le foglie, lo dice la piazzetta rotonda con la fontana, lo dice il ristorantino con i tavoli fuori e le lucine gialle. E io sono felice, perché ho tutto davanti ma resto ancora qui per un po'.
Appena seduta sullo sgabello, gambe incrociate, davanti il leggìo con i testi e la scaletta, il microfono sempre nella sinistra e il cavo nella destra per non rendere il microfono troppo pesante, si comincia con You learn. Sono emozionata: un'emozione sana e genuina, il livello di agitazione perfetto per incanalare tutto nei brani, per essere ancora più energica. Canto, e guardo negli occhi chi non conosco, ogni tanto lancio un'occhiata ai testi, e cerco gli sguardi dei miei musicisti per dargli forza e per riceverne. Dopo i primi pezzi, mi sento a casa, sono padrona dei miei movimenti, chiacchiero un po' tra un pezzo e l'altro, arrivano tanti applausi per tutti. Bellissima ed intensa Time after time in versione acustica.
Nel secondo tempo inizio a non sentire più la mia voce in spia, gesticolo tentando di comunicare col fonico, ma niente di diverso, se non peggio. Io comunque vado avanti, anche se non sento più la mia voce e non so cosa stia facendo, anche se la chitarra elettrica alla mia destra mi sta assordando, anche se il basso rientra nel mio microfono e appare anche in spia. Si va avanti, con entusiasmo e con sorrisi, si arriva al momento più intimistico con Rainbow e True Colours, forse le più belle. Gli occhi di mia madre in quel momento erano impagabili.
Si passa ai bis, e poi si scende giù, sudati, stanchi, desiderosi di complimenti da parte di tutti. Tante persone presenti mi conoscevano bene, ma non mi avevano mai ascoltato dal vivo... è stato emozionante, e ho voluto regalargli tutto l'amore che metto in ogni singola nota cantata, tutta la dedizione e la passione che hanno reso la mia voce degna di stare su un piccolo palco in un localino di Roma.
Il tempo di un vodka lemon condiviso, si smonta tutto e... sono al centro di Roma, non posso certo far finire la mia serata a mezzanotte e quaranta! Di corsa al baretto, tra sigarette fumate senza ansia e spriz decisamente fuori orario... decisamente appropriati!

Sono totalmente innamorata dello stare appollaiata sullo sgabello, mentre inizia il brano in versione acustica, entra la chitarra e qualche nota di basso, e poi inizio io... e tutti stanno in silenzio... shhh...!

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giovedì, 04 giugno 2009

Ho staccato tutte le foto dall'armadio. Non è stato doloroso, come non lo era lasciarle lì addormentate. Il dolore è quel buco vuoto sullo sportello che vedrò ogni mattina. Devo iniziare a mettere in ordine qualcosa.

I see your true colours shining through...
I see your true colours,
that's why I love you so don't be afraid
to let them show
your true colours...
your true colours are beautiful...
like a rainbow...

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categoria:i me mine
giovedì, 28 maggio 2009

...when you're a stranger, faces look ugly when you're alone.

Parlano male di te... ma ti invitano ai loro eventi e ai loro gruppi su facebook. Sono incapaci di perdonare, e sbandierano ai quattro venti fatti di cronaca e di attualità credendo di sapere cosa sia la giustizia. Il perdono... che valore sacro, alto direi. Un atto di amore. Io non ne so niente, non ho mai studiato né letto libri su cosa significhi essere umano, su quali siano i valori e le virtù che caratterizzano tutti gli uomini della terra; loro dicono di averlo studiato, se ne vantano, si laureano addirittura... e restano tante belle parole scritte nelle tesi e usate per attaccare gli errori altrui.

Andate via tutti, sapete solo aprire la bocca e raccontare i vostri dolori e la vostra immensa forza in un mare di sofferenza. Muovete un dito, ogni tanto. Guardatevi intorno, e fate silenzio una buona volta. C'è chi combatte ogni giorno e sorride. Se state male, fate qualcosa per curarvi, altrimenti state bene così, e allora non rompete il cazzo a me né agli altri.

E, per inciso, non me ne frega assolutamente niente del concertonedibeneficenzaperlapaceinmemoriadellaresistenzacontroilfascismo organizzato da voi: vi interessa solo il mio numero. E io vi boicotto.

Tra l'altro, prendete una posizione ogni tanto. E' bello fare le pecorelle e andare nella direzione più comoda per non restare soli, ma è semplicemente sterile.

Continuo a canticchiare i Doors, che è meglio...

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martedì, 26 maggio 2009

...è il titolo originale del film che ho visto stasera.
"Lezioni d'amore" è la traduzione italiana. Ormai lo sanno tutti che i titoli italiani sono a dir poco imbarazzanti, creati solamente per far entrare nei cinema quelle trenta ragazzine in più, che credono di andar a vedere chissà quale film scialbo e melenso.
Ma sapevo che non era questo il caso: interessante film del 2008, in concorso a Berlino, sulla relazione passionale tra un professore universitario ed una sua studentessa. Il tema della vecchiaia, del tempo che scorre, dell'impossibilità di portare avanti un rapporto fiorito nella stagione sbagliata ricorre per tutto il film, e mi ha fatto riflettere tantissimo sulla mia attuale situazione sentimentale.
La differenza di età tra due persone non conta, ok, lo dicono tutti, anche io lo so dire. Eppure mi condiziona, lo sento. Mi sento osservata, scrutata da tutti, accostata ad un corpo molto diverso dal mio. Ma che sensazioni magiche, mai provate... ogni piccola cosa diventa una gioia immensa. Può durare? E' o non è il nostro tempo? Non voglio fare gli stessi errori del protagonista del film, e lasciarmi scorrere tutto tra le mani solo per una stupida paura, per il mancato coraggio di buttarmi nel vuoto, e poi risvegliarmi un giorno ed accorgermi di aver perso tutto.
Guardo le mie foto... e mi chiedo se io sia una di quelle persone con la tragedia dentro. A volte ho paura di sì.

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categoria:i me mine
martedì, 12 maggio 2009

Ultimo disco acquistato: Fleurs 2 - Franco Battiato (ultimo disco scaricato: Tricoder - Lali Puna)
Disco che ha cambiato la tua vita: Greatest Hits 2 - Queen (ma anche la raccolta dei Led Zeppelin)
La tua copertina preferita: Santana - Santana, The dark side of the moon - Pink Floyd
La tua canzone in assoluto: La cura - Franco Battiato (ogni volta è come se fosse la prima...)
La canzone che avresti voluto aver scritto: Il testamento di Tito - Fabrizio De Andrè
Quella che vorresti fosse stata scritta per te: La cura - Franco Battiato (se è la mia preferita...)
Quella che ti è stata dedicata: Fino all'ultimo - Carmen Consoli, La cura - Franco Battiato, Hemingway - Negrita, Wonderful life - Giuliano Palma, Magnolia - Negrita (tutte dedicate dal vivo!)
Quella che ascolti spesso: Lookin' out my back door - Creedence Clearwater Revival (potrei ascoltarla anche per tutto il giorno, la adoro)
Quella che ti fa venire in mente la tua infanzia: I just called to say I love you - Stevie Wonder (mi sembra di conoscerla da sempre... mia mamma la ascoltava quando era incinta)
Quella che riassume la tua adolescenza: qualsiasi tratta da Stato di necessità - Carmen Consoli (l'ho ascoltato per tutti e cinque gli anni del liceo!)
Quella con cui vorresti svegliarti: La donna cannone - Francesco De Gregori, Come sei veramente - Giovanni Allevi
Quella da cantare con gli amici sulla spiaggia: basta aprire a caso un canzoniere e via...
Quella da cantare sotto la doccia: You learn - Alanis Morissette (di solito porto direttamente lo stereo in bagno, e doppio il cd che sto ascoltando)
Quella che non vuoi sentire mai più: credo non esista
Quella che odiavi ma adesso ami: Preatty maids all in a row - Eagles (la voce di Joe Walsh la odiavo... ora la adoro!)
Quella che vorresti al tuo matrimonio: All you need is love - Beatles (ovviamente tutti gli invitati vestiti hippy e freakettoni... è chiaro che non mi sposerò mai!)
Quella che vorresti al tuo funerale: Can't help fallin' in love - Elvis Presley (tipo il finale di Radiofreccia)
Quella che descrive perfettamente un momento della tua vita: Un uomo - Eugenio Finardi
Quella che ti piace nella collezione dei tuoi genitori: praticamente il 90% di quello che ascoltano!
Quella che piace ai tuoi genitori nella tua collezione: ai miei piace Elisa, Max Gazzè, Carmen Consoli...
Quella che non conosceresti se non fosse per un tuo amico: Tears of the dragon - Bruce Dickinson (merito di Giulio... e poi l'abbiamo anche cantata nelle nostre serate live)
Quella che ti fa venire in mente la tua prima cotta: Breathless - The Corrs
Quella che più ti estrania dalla realtà: Three little birds - Bob Marley
Quella che quando la senti ti fa scatenare: Immigrant song - Led Zeppelin, Mestizaje - Ska P, Beppeanna - Bandabardò
Quella con il testo più originale: Tapparella - Elio e le storie tese, Charlie fa surf - Baustelle
Quella più brutta: la bruttezza è sconfinata, non si può riferire ad un'unica canzone
Quella che fa più paura al buio: Fear of the dark - Iron Maiden

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categoria:i me mine, musics the best lover
mercoledì, 06 maggio 2009

R: "Sei una bella persona, di cui ci si può fidare"
G: "Come puoi dirlo? Ci conosciamo poco"
R: "Ne sono sicuro, perché guardi sempre la persona dritta negli occhi, non fissi la sua bocca, non guardi da una parte"

...E quindi?
Riflettevo sull'importanza dello sguardo nella comunicazione, nell'ascolto. Tantissime persone mi fanno notare questa mia caratteristica, e a quanto pare sembrerebbe un pregio... ma come non guardare qualcuno quando si sta parlando con lui? Ricordo ad uno stage fatto circa due anni fa, in cui le terapiste che tenevano il corso erano rimaste molto colpite dal mio "sostenere" lo sguardo durante una simulazione: c'erano tutti i partecipanti disposti su una riga, e io di fronte a loro, dalla parte opposta della stanza. Dovevo camminare verso uno di loro, presentarmi come meglio credevo (dare la mano, dire il proprio nome o cosa facessi nella vita), tornare indietro, e fare la stessa cosa con tutti gli altri. Ogni volta ricominciando da capo. Alla fine della mia prova, le terapiste avevano fatto notare a tutti come io sostenessi lo sguardo della persona a cui mi ero presentata anche nel momento in cui mi allontanavo da lei, cosa a cui io non avevo assolutamente fatto caso. Ricordo anche al liceo, in cui i miei amici dicevano che avevo uno sguardo penetrante, una volta addirittura qualcuno mi disse che "incute timore". E poi sempre i complimenti da tutti su questi occhi, il colore indefinito, e non so cos'altro.
Immagino una situazione in cui qualcuno mi parla e io guardo altrove: sicuramente la prima impressione sarebbe quella di non essere attenta al 100% su quello che mi viene detto, probabilmente rischierei di distrarmi facendo i miei soliti giochetti tipo seguire le linee e le venature dei mobili, trovare delle forme di senso compiuto nelle ombre, giocare a dama con gli occhi sulle mattonelle del pavimento, etc. Poi, mi sembrerebbe di pormi in un atteggiamento di chiusura e distacco, il linguaggio non verbale è sempre meno ambiguo di quello verbale, si sa.
Eppure ho letto su internet di tante persone che hanno questa grande difficoltà, si sentono scrutate nel profondo, si irritano se qualcuno le guarda, si sentono inadeguate e terribilmente insicure.
Allora pensavo: perché di solito si guarda qualcuno negli occhi? Io vedo la presenza dell'altro anche se guardo le sue mani, o la bocca, o i piedi. Gli occhi sono l'organo attraverso cui l'altro ci vede, e forse il riuscire a guardarlo è una forma di controllo sull'altro e di sicurezza.
E ancora: molti si trovano a disagio con le persone non vedenti, perché parlando con loro, nei loro occhi vedono il vuoto.
Ho un limite: non capisco.
E' un argomento terribilmente affascinante, e come la maggior parte delle cose affascinanti, anche abbastanza inutile.

postato da: alidilana alle ore 00:11 | Link | commenti (3)
categoria:i me mine, people have the power
lunedì, 04 maggio 2009

- di avere la pagina di facebook piena di persone che hanno fatto test come "Quale anima irrequieta sei veramente?" o "Che tipo di fumatore sei?";
- di avere la pagina di facebook piena di persone che si sono iscritte a gruppi come "Quelli che... pensarti è bello ma averti è meglio" o "Quelli che avrebbero voluto Ceccherini come compagno di banco!!!!!";
- del traffico, che è ovunque io vada a qualsiasi ora esca di casa;
- delle persone che non fanno che lamentarsi e dondolarsi beatamente nella sofferenza, senza fare nulla per cercare di stare meglio (contente loro...);
- del mio cane che trova calzini in ogni angolo e li distrugge in meno di un minuto;
- di chi fa domande stupide solo per farsi notare (e ce ne sono);
- della mia onicofagia;
- di uscire con il cappottino, la sciarpettina, il giacchettino, la magliettina, perché il caldo ancora non c'è e io ho freddo;
- di aspettare inutilmente lo stipendio... è da gennaio che lavoro gratis;
- delle foto sul mio armadio;
- del disordine cronico della mia stanza, che mi induce direttamente a desiderare di cambiare casa;
- del cellulare che ha deciso di non volersi più spegnere.

Non male per un solo giorno.

postato da: alidilana alle ore 20:09 | Link | commenti (1)
categoria:i me mine
venerdì, 01 maggio 2009
Certe persone hanno la tragedia addosso. La vedo nel loro cognome, nello sguardo o in un movimento compiuto distrattamente. Credono che vada tutto bene, riescono a sopravvivere nonostante lo slalom gigante quotidiano, si sentono colpevoli del loro essere dannati, e si affannano costantemente per arrivare innocenti alla fine della giornata... ma prima o poi la botta arriverà. Secca. E la tragedia è nel fatto che non sospettano proprio niente. Sì, questa è la tragedia.
postato da: alidilana alle ore 01:06 | Link | commenti (1)
categoria:viaggi mentali e non, i me mine